domenica 22 febbraio 2009

MUSA Museo degli Strumenti Musicali mostra Le chitarre: dalla battente alla Stratocaster


PONTI SONORI - Viaggio nel mondo della chitarra. Dal Barocco fino a i nostri giorni - domenica 22 febbraio 2009
Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Auditorium Parco della Musica MUSA Museo degli Strumenti Musicali - Spazio Risonanze - Foyer dell'Auditorium dalle ore 10 alle ore 21 maratona musicale, concerti, workshop mostra, incontri con musicisti e liutai.
L'Accademia Nazionale di Santa Cecilia festeggia il primo anno di apertura del MUSA, il Museo degli Strumenti Musicali, con il ciclo Ponti Sonori, una rassegna che collega mondi e tradizioni musicali attraverso uno strumento che li rappresenta. Il primo appuntamento è dedicato alla chitarra, "ponte ideale" tra diversi generi.
Spazio Risonanze
Rassegna video sui grandi chitarristi, dalle ore 10 in poi.
4 concerti, dedicati ciascuno a un periodo della lunga storia della chitarra: ore 11.30 Barocco
ore 16.00 Romantico
ore 17.00 Dal Concerto Storico ai giorni nostri
ore 19.00 Popolare. Musiche della tradizione italiana del centro-sud con il gruppo Castalia:
Roberto Capacci e Patrizia Mione – percussioni; Maurizio Preiti e Claudio Bevilacqua – chitarre acustiche; Laura Polimero e Carla Cristofanilli – Voci; Caterina Quaranta – Flauti; Stefano Cardi – chitarra Classica; Antonello Ricci – battenti; Gianfranco Preiti - battenti


MUSA Museo degli Strumenti Musicali.
Mostra Le chitarre: dalla battente alla Stratocaster.
Incontri e conferenze sulla storia e la costruzione con liutai, storici e musicisti:
ore 10.30 Dal Rinascimento all'epoca del Re Sole
ore 12.30 La chitarra moderna
ore 15.00 La costruzione della chitarra
ore 16.30 La chitarra dal 1950 ad oggi: acustica, jazz, e solid body in America ed Europa
ore 18.00 Workshop Toca la guitarra! La prima lezione di chitarra.
Foyer dell'Auditorium
Passaggi sonori dalle 10 in poi: intermezzi musicali da Dowland a Piazzolla.
Ideazione e programma Stefano Cardi
Repertorio e strumenti rinascimentali e barocchi Andrea Damiani
Mostra Massimo Monti, Gerardo Parrinello, Leonardo Petrucci
Con la collaborazione della rivista Chitarre

sabato 14 febbraio 2009

Prontuario di accordi per chitarra battente







Con grande piacere vi comunico che il prontuario di accordi per chitarra battente messo a punto dal bravo e generoso Pier Filippo Melchiorre è scaricaricabile gratuitamente sul sito di Alfonso Toscano. Questo architetto ascolano dal volto buono conosciuto al "Masterclass di chitarra battente" tenuto da Marcello Vitale il 18 Ottobre 2008 a Guidonia Montecelio (RM) ha messo su carta quanto appreso in quella memorabile giornata e l'ha reso disponibile per tutta la comunità di battentisti. Grazie Pier Filippo! Per scaricare il prontuario:

"Durante lo studio dello strumento ho cercato di mettere sulla carta gli insegnamenti di Marcello, soprattutto per quanto riguarda la composizione degli accordi nelle varie zone della tastiera e utilizzando, di volta in volta gruppi di corde.
Anche in questo caso ho verificato che quanto detto nello stage era assolutamente vero e cioè che gli accordi presi in diversa posizione e combinati tra loro in modo diverso danno delle sonorità e atmosfere e possibilità esecutive irripetibili con la normale chitarra francese.
E quindi, studia che ti studia, ho trascritto le varie combinazioni di accordi presi in 1^, 2^, 3^ posizione e utilizzando gruppi diversi di corde. Essendo pratico di programmi CAD, ho pensato di mettere in bella copia gli appunti pensando di fare cosa gradita sia ai neofiti della battente e anche a chi, come me, non è in possesso di avanzate conoscenze di notazione musicale. In pratica ne è venuto fuori un prontuario nel quale sono riportati gli accordi maggiori e minori, nelle varie posizioni che offre un manico di battente a 10 tasti e suonando gruppi di corde nella formazione 123, 234, 345. Ho anche riportato accordi di 7^ e in questo caso, essendo l’accordo composto da 4 note, i gruppi di corde da suonare sono 1234 e 2345 ma, in molti casi, essendo possibile suonare corde a vuoto o prendere nella posizione di barrè più note, non tutte le quattro dita della mano sinistra sono impegnate.
Chi possiede una chitarra con 11 o più tasti può costruirsi accordi in 3^ posizione sfruttando la maggiore estensione della tastiera.
Ho tralasciato di riportare gli accordi che vengono eseguiti suonando tutte e cinque le corde perchè ritengo che qualunque manuale di accordi per chitarra sia idoneo e quindi sarebbe stata una inutile ripetizione.
Il fatto interessante è che, come sostiene il M° Vitale, in realtà non serve conoscere tutti gli accordi che ho riportato ma solamente le posizioni principali per le varie combinazioni. Poi basta spostarsi lungo la tastiera. (...)" (Pier Filippo Melchiorre in "Prontuario di accordi per chitarra battente"; le fotografie sono state scattate da Alfonso Toscano il 18 ottobre 2008 durante l'evento "Masterclass di chitarra battente" tenuto da Marcello Vitale a Montecelio ).
http://www.youtube.com/watch?v=ODp9UTxzTLg E' ora possibile vedere il nostro Pier Filippo all'opera su questo video!

sabato 31 gennaio 2009

LA BOTTEGA DEL LIUTAIO di A. Furfaro



LA BOTTEGA DEL LIUTAIO
di Amedeo Furfaro*

La prima volta da De Bonis andai nel '77, data più che certa in quanto rilevata dall'etichetta interna alla chitarra che acquistai in quell'occasione. Nella bottega della judeca lavoravano i fratelli Nicola e Vincenzo, riportati nell'edizione del '51 del Dictionnaire Universel des Luthiers di René Vannes quali ultimi liutai, in ordine di tempo, della dinastia debonisiana di Bisignano. Il vederli all'opera per la prima volta fu uno spettacolo indimenticabile per chi, come me, è appassionato di cose musicali dove cose sta anche nel senso meramente cosale, oggettuale, artigianale. La prima cosa che mi balzò agli occhi furono le mani. Agili, nervose, sembravano muoversi, caricate da forza autonoma, interna, mentre stringevano morsetti, bordini, scalpelli, sgorbie (e cioè scalpelli ricurvi), lime, raspe per farne strumenti musicali. Era un facere coordinato, una manipolazione regolare, un movimento quasi ritmico, quello con cui avveniva la selezione dei materiali, il primo assetto alle parti dello strumento - asse, piano, fondo, catene - il loro iniziale assemblaggio e quello delle fasce laterali, la registrazione delle controfasce, l'innesto del manico; quindi, una volta pronto il corpo della chitarra, del mandolino, del liuto, l'attacco del piano armonico, la filettatura, le ultime cure alla tastiera ed i particolari ulteriori di rifinitura. Un lavoro che durava mesi la cui articolazione era visibile grossomodo: un solo sopralluogo alla bottega in quanto vi si potevano trovare dalle semplici sagome a strumenti in fase più o meno avanzata di costruzione. Altre mani li avrebbero toccati, anch'esse veloci ma abili a produrre suoni premendo i tasti, pizzicando le corde. Mani di musicisti, artigiani a loro volta nel senso di produttori di armonie tramite un'azione manufattiva: l'esecuzione musicale. Ed il liutaio, artigiano d'arte, è creativo, come il musicista, quando intona liberamente melodie sullo strumento che sta per venire alla luce, immedesimandosi nello studente o nel concertista al quale affiderà quella sua creatura, partecipando idealmente al momento amniotico della produzione sonora. Ancora; il liutaio è creativo, come il musicista, quando imbraccia la chitarra battente per decorarla mirabilmente, rendendola unica ed inimitabile. Qualcos'altro colpì, già in quella prima visita, la mia curiosità; la bottega. Posta fra quel grumo di case che costituiscono l'antico quartiere degli ebrei della Brutia Besidiae essa poteva apparire, all'avvenire, un comune laboratorio di falegnameria. Uno scaffale carico di colle, lacche, impasti, un tavolo di lavoro, arnesi alla parete, qualche sedia, odoroso legname poggiato, senza ordine apparente, in fondo alla bottega, poco dopo la porta che, sulla destra, fungeva da comunicazione col resto dell'abitazione. La bottega, però, tradiva la sua destinazione nel momento in cui vi si intravedevano, un po qua un po là, forme abbozzate o ben definite di strumenti liutistici. Un avventore meno distratto è più documentato avrebbe avvertito, in quel posto, una qualità che a me è sembrato di avvertire subito: la palpabilità della storia attraverso gli oggetti ed i materiali presenti.

A leggere il già ricordato Vannes, il capostipite dei De Bonis, Vincenzo I, morto nel 1850, era nato nel 1780. Ma questa data non è indicativa del momento in cui la bottega sorse. Gaetano Gallo, in un numero di Brutium (XLII,2), faceva riferimento ad un censimento curiale dei "fuochi", cioè dei focolari familiari, riportato, evidentemente, su documenti di molto precedenti quelli contenenti i dati anagrafici ai quali si è rifatto il Vannes per il suo Dictionnaire. In effetti, quando l'arte liutaria ebbe, nel 5-600, il suo periodo d'oro con celebri scuole a Cremona, Bologna, Venezia, Brescia, la produzione liutistica bisignanese era pure affermata per pregio e qualità dalla committenza aristocratica specie in occasione delle rappresentazioni dei melodrammi che si tenevano a corte. Allorchè, nel post-rinascimento l'arte liutaria del centro cosentino, sede, altresì, di fabbricanti di strumenti di metallo e degli organisti Gallo, scadde di livello, si "popolarizzò" e perse competitività con l'esterno per varie difficoltà di natura sociale ed economica, la tradizione liutistica non si interruppe, anzi, più avanti nel tempo, sarebbe stata nobilitata dall'attività dei liutai G. Battista Ferrari (1795-1862) e Vincenzo Cariati (1837-1902) imparentati con i De Bonis e, comunque, ruotanti anch'essi attorno alla loro scuola. La sequenza cronologico-anagrafica non è la sola utile a datare o, quantomeno, a stabilire delle scansioni temporali alla attività dei vari De Bonis. Altri dati in questo senso potrebbero fornirli i diplomi conseguiti in manifestazioni e concorsi di liuteria semprechè si siano salvati dall'usanza di una volta per cui si seppellivano i defunti con le onorificenze acquisite durante la vita terrena. Numerosi sono custoditi in bottega, in cornice o chiusi in un baule. Le attestazioni più retrodatate risalgono all'epoca fascista. Comunque il fatto che le certificazioni relativamente più recenti siano maggiori di numero discende principalmente dalle ridotte possibilità di scambio e di comunicazione di un tempo e della limitata esistenza di istituzioni o associazioni finalizzate alla promozione della liuteria, secondo quanto accade oggi. Altri elementi per "storicizzare"; le vicende della bottega e dei suoi titolari sono rilevabili dai libri e dalla stampa: dagli articoli sulla rivista "Brutium"; - il primo apparve nel '29 - ai servizi di moderne testate giornalistiche, fino alle brevi puntate saggistiche come quella effettuata, en passant, da R. Curia, nel 1985, nel volume Bisignano nella storia del mezzogiorno. Una storia della bottega la si sarebbe potuta tracciare "dal di dentro", osservandone i visitatori qualora, utopisticamente, vi fosse rimasta nascosta una candid camera a registrare in bobima volti e colloqui di comuni curiosi, semplici acquirenti, insigni studiosi, giornalisti invadenti, strumentisti di fama e non, chitarristi "classici"; e musicisti d'estrazione leggera, folk, rock. Ma la ricostruzione più puntuale delle tappe della bottega-scuola, teatro di una vicenda umana ed artigianale-artistica inrergenerazionale, dovrebbe esser data dagli stessi strumenti a marchio De Bonis, almeno i più pregiati e significativi, riuniti in un catalogo ovvero, magari, in una mostra. Ma non mi si fraintenda. Il tono di questa nota non è propositivo. Non ce ne sarebbero i presupposti. Durante la mia più recente visita a Vincenzo De Bonis, avvenuta un anno fa quando scattai alcune foto per completare la parte illustrativa di un mio volume sulla storia della musica e dei musicisti in Calabria, la bottega era sempre lì, uguale a se stessa, come se il tempo vi avesse trovato riparo. Ma da qualche anno Nicola non era più e Vincenzo era rimasto solo a lavorare ed a rammaricarsi della sua solitudine. Di uomo e d'artigiano. L'attivismo felice che avevo riscontrato dieci anni prima era un lontano ricordo. E il decennio che andava consumandosi sembrava un'eternità. La bottega mi apparve come meta di un pellegrinaggio in attesa della morte annunciata di una tradizione d'origine plurisecolare. A nulla sono valse le interviste, gli articoli di stampa, gli appelli accorati per tentare di costruire un futuro al passato prestigioso della bottega De Bonis. Vincenzo terrà per sè i segreti della propria arte.

sabato 6 dicembre 2008

Dalla Chitarra Battente alla chitarra d'autore. La liuteria dei De Bonis



A Bisignano, la famosa città dei Liutai, in provincia di Cosenza il 27 Dicembre si terrà un importante convegno dal titolo "Liuteria De Bonis: dalla chitarra battente alla chitarra d'autore" organizzato dall'Associazione Culturale Gentes di Bisignano.




I fratelli Vincenzo e Costantino DE BONIS

(Ottobre 2008)

domenica 14 settembre 2008

La battente di Cariati nella capitale


La Città della Tarantella alla notte bianca di Roma con Cataldo Perri
Cariati – “La battente nei luoghi della memoria”. La eco del 1°, riuscito, Raduno Nazionale dei Chitarristi Battenti raggiunge la Capitale. La Città della Tarantella sarà protagonista a Roma, nell’Edizione 2008 della famosa Notte Bianca nazionale. Cataldo PERRI, musicista, Assessore alla Cultura e Direttore Artistico del raduno nazionale dei battentisti, Sabato 13 Settembre, sarà nella Città Eterna, a Parco di Tor Fiscale.

La tappa romana dell’identità mediterranea itinerante rientrerà, inoltre, tra i fotogrammi del documentario, in fase di realizzazione, sulla rassegna itinerante di battentisti partita proprio da Cariati il 19 Luglio. Sono state sicuramente l’atmosfera, lo spirito ed il successo ottenuto dal primo ed originale evento itinerante, ideato da Cataldo PERRI ed organizzato e promosso dal Comune di Cariati, e che ha coinvolto oltre 15 Comuni delle due Province di Cosenza e Crotone, battentisti e appassionati da tutta Italia, a convincere il Direttore Artistico de “La Notte Bianca”, il Dott. Giorgio TUPONE, ad inserire nella programmazione dell’evento nazionale, anche un tocco di quel mix di elementi mediterranei che hanno contrassegnato, del resto, l’intera 25° Edizione di “Cariati – Città della Tarantella”. Esaltazione dell’identità e del patrimonio storico-culturale. La Città di Cariati non perde la bussola e prosegue, inamovibile, nel cammino di promozione delle capacità e delle risorse, proprie e del territorio. Insieme al territorio. Basterebbe citare, uno ad uno, tutti i diversi appuntamenti musicali e socio-culturali, organizzati anche grazie al prezioso contributo dell’associazionismo locale, e che hanno segnato l’Estate 2008, per intuire il percorso seguito ed ancora da seguire. A prua, sempre l’identità. Mediterranea. L’invito a partecipare alla Notte Bianca di Roma non fa altro che rendere ancora più positivo il bilancio di questo prima parte dell’anno, ricco di impegni importanti ed eventi identitari di qualità per la Città della Tarantella: dalla 7° Edizione Regionale della Festa dell’Europa all’intitolazione solenne, lo stesso 9 Maggio, della Piazza ad Altiero SPINELLI con il messaggio e gli auguri del Capo dello Stato; dalla splendida cerimonia di consegna del Premio HERAKLES il 4 Luglio alla Scuola Estiva in Management dell’Identità nell’ambito del 7° Meeting Euromediterraneo all’iniziativa sperimentale, in corso, della prima attività di comunicazione istituzionale integrata sugli eventi identitari del territorio.


(Tratto da www.sibarinet.it il giornale online della Sibaritide 11.09.08)

giovedì 11 settembre 2008

Gli anni veloci, nuovo romanzo di Carmine Abate



E' appena uscito per la Mondadori il nuovo romanzo di Carmine Abate autore di numerosi racconti, romanzi e saggi prevalentemente incentrati sui temi della emigrazione e degli incontri tra culture diverse.
Cresciuto nel paesino Arbëreshë (popolazione italo-albanese) di Carfizzi (Crotone), dopo essersi laureato in Lettere si trasferisce in Germania dove il padre era emigrato. Successivamente torna in Italia e pubblica diversi romanzi e racconti di grande successo, e si stabilisce in Trentino, a Besenello, dove continua l'attività di scrittore ed insegnante.
Ecco la copertina ed il risvolto. Molti auguri all'amico Carmine!

Hanno quattordici anni e molti sogni, Nicola e Anna, quando s’incontrano nella bella Crotone in riva al mare. Lui ha il mito di Pietro Mennea, vuole diventare un grande velocista, ha un’energia speciale nelle giovani gambe. Lei ha il mito di Lucio Battisti che ha conosciuto in Toscana, durante la famosa cavalcata da Milano a Roma, e al quale scrive lunghe e appassionate lettere, sognando di vederlo interpretare i testi che gli manda.Nicola ci mette poco a innamorarsi di Anna. Lei è ritrosa, testarda. Ma davanti al mare scintillante su cui svetta la colonna di Hera Lacinia, nei campi dai mille profumi, in mezzo ad amici rari come Rino Gaetano che cantano e amano la vita, è difficile non innamorarsi. Saranno, per Anna e Nicola anni belli e pieni, anni con il vento tra i capelli. Ma veloci, veloci per il bisogno di allontanarsi, crescendo, da quella terra meravigliosa eppure povera, dura, che ai suoi figli offre, nel migliore dei casi, di respirare veleni lavorando alla Montecatini – un’ombra nera in riva al mare.

Tra i personaggi indimenticabili compaiono Capocolò, misterioso e saggio, silenzioso e profondo, e Rino Gaetano, di cui si racconta da vicino l’intera parabola di uomo e artista, raccontandone il legame con la sua città natale, Crotone. Nicola rincorre a testa bassa le sue speranze, scatta in avanti con l’impazienza della gioventù. Ma Anna, come ogni donna, guarda più lontano, unisce ai sogni una umile tenacia che Nicola non sa capire… Quando Anna lo lascia, forse lui non immagina che non la rivedrà per quattordici lunghi anni. Anni lunghissimi, confusi, in cui l’amore brucia sotto la cenere.
Il 9 settembre 1998 la radio annuncia la morte di Lucio Battisti, consumato da un male senza scampo. Sospinto dalla musica di Lucio e di Rino Gaetano, Nicola sente che è venuto il momento di ritrovare Anna. Senza impazienza, questa volta. Vuole confidarle finalmente il segreto che lo tormenta – ma non sospetta che lei ne custodisca uno ben più decisivo, per entrambi…
In questo romanzo pieno di passioni Carmine Abate compie la scelta coraggiosa di accostare ai ciottoli aguzzi del dialetto quelli lisci e tondi delle parole delle canzoni. Ne nasce una lingua saporita che, intrecciando i destini dei protagonisti con quelli di due grandi cantautori italiani, ci racconta una storia intensa come il sole d’estate e delicata come una canzone d’autore.

domenica 31 agosto 2008

Notte Bianca al IX Municipio di Roma RADUNO NAZIONALE DI MUSICA POPOLARE


Sabato 13 settembre 2008 Notte Bianca al IX Municipio di Roma
dalle ore 24.00 PARCO DI TOR FISCALE
Ingresso via di Torre Branca Fuochi d’artificio di Roberto De Simone

RADUNO NAZIONALE DI MUSICA POPOLARE

RONDA RANDAGIA Musica del centro sud, dagli stornelli
alla tarantella (Gianluca Zammarelli)
MEDITERRANTI Pizziche del Salento
BANDA CONNEMARA Musica mediterranea e irlandese (Massimo Ponti)
PIETRO FLORE E GIAMPIERO LIGAS Canti e balli della Sardegna CONSERVATORIO ASPROMONTANO Demetrio Bruno e gli amici di Cataforio
CILENTOSUONI Banda di zampogne del Cilento, tarantelle e canti cilentani
MOVIMENTO UNICO SUD Omaggio a Rosa Balestrieri
RAFFAELE MALLOZZI Lira e organetto
CATALDO PERRI e FRANCESCO RIGGIO Concerto di chitarre battenti GIULIANA DI DONNO Arpa
FRANCO FOSCA Voce e chitarra
STORNELLATORI A BRACCIO Progetto di musica popolare “Luigi Tenco”da un’idea di Enrico De Angelis
Concerto del gruppo ARDECORE Special guests: Elena Ledda Peppe Voltarelli Faraualla Valeria Rossi
Direttore artistico GIORGIO TUPONE Organizzazione FOLK MEDIA Infoline: 06 69609202-204

Informazioni personali

La mia foto
http://it.youtube.com/user/cicciubattenti

Il liutaio di Bisignano

Il liutaio di Bisignano
Vincenzo De Bonis ritratto dalla pittrice Ileana Riggio